Dedizione del Comune di Asti a Gian Galeazzo Visconti

Il 27 marzo 1379  il podestà di Asti Luterio de’ Rusconi riunito il Consiglio Generale, propose che la città si desse in piena signoria a Gian Galeazzo Visconti ed ai suoi successori e che tutti i cittadini prestassero giuramento di fedeltà al nuovo signore, al quale sarebbe stata rivolta istanza di non imporre nuovi dazi e gabelle. 

Il vescovo Francesco Morozzo, intervenuto alla seduta, perorò con grande calore la causa del Visconti,  che da tempo rivendicava antichi diritti sulla città: Il Consiglio, unanime, accolse le proposte e nominò Alessandro Malabaila e Guglielmo Ventura propri rappresentanti per attuare la dedizione formale di Asti a Gian Galeazzo Visconti, mentre Bernabò Guttuari e Gasparone Alione furono incaricati di richiedere al  nuovo signore l’impegno a proteggere la città e a non inasprire il regime fiscale, rispettandone i diritti e le franchigie.

La dedizione e gli accordi conseguenti vennero formalizzati in due documenti redatti il giorno stesso nel palazzo ove il Visconti risiedeva alla presenza di un vasto seguito di notabili e uomini d’arme. Già il giorno successivo Gian Galeazzo chiedeva al podestà di convocare nuovamente il Consiglio per proporre una riforma degli Statuti, che li rendesse consoni alla nuova forma di governo. Tra le varie proposte fu accolta quella di Gasparone Alione, he lasciava al podestà e ai dodici sapienti la facoltà di eleggere una speciale commissione, preposta alla revisione degli Statuti. 

La revisione fu completata in due anni e gli Statuti riformati, approvati da Gian Galeazzo a Pavia nel 1381, costituirono il codice catenato, ancora oggi conservato all’Archivio storico del Comune .

  

Last Updated on 29 Novembre 2024 by Admin